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Un intervento chirurgico di estrema complessità, eseguito con successo all’Ospedale Maggiore di Novara, ha permesso di salvare la vita a un uomo di 76 anni affetto da una rara forma tumorale del mediastino posteriore, restituendogli la possibilità di alimentarsi normalmente e migliorando in modo significativo la qualità della vita.

Il paziente era giunto in ospedale in condizioni cliniche molto critiche, segnate da gravi difficoltà di deglutizione che avevano causato un forte calo di peso e uno stato di malnutrizione. Il quadro era ulteriormente aggravato dalla presenza di miastenia gravis, una patologia neurologica cronica che compromette la funzione muscolare.

Gli accertamenti diagnostici hanno evidenziato un voluminoso sarcoma, tumore di rara istologia, localizzato nel mediastino posteriore. La massa, di circa 12 centimetri, si estendeva sopra il diaframma, da un cavo pleurico all’altro, avvolgendo completamente l’esofago e impedendo il normale passaggio degli alimenti.

Di fronte a una situazione così complessa, è stato pianificato un intervento altamente specialistico, condotto dall’équipe guidata dal Sergio Gentilli, direttore della Chirurgia generale 1 e della Scuola di specializzazione in Chirurgia generale dell’Università del Piemonte Orientale, in stretta collaborazione con la Chirurgia Toracica diretta dal Ottavio Rena.

L’operazione ha previsto un accesso toracico bilaterale per la rimozione completa del tumore e del tratto distale dell’esofago, delicatamente separato dall’aorta toracica e dai polmoni. In contemporanea, attraverso un accesso addominale, lo stomaco è stato rimodellato e trasposto nel torace, dove è stato collegato all’esofago residuo, ricostruendo la continuità del tratto digerente.

A una settimana dall’intervento, i controlli clinici e radiologici hanno confermato la perfetta riuscita della procedura. Il paziente, prossimo alla dimissione, ha potuto riprendere l’alimentazione per bocca, con un rapido miglioramento delle condizioni generali.

«Questo intervento dimostra non solo l’eccellenza dei nostri professionisti – ha commentato il direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Novara, Stefano Scarpetta – ma anche la capacità di lavorare in modo integrato e sinergico per offrire ai pazienti le migliori possibilità di cura. Continueremo a rafforzare il ruolo dell’ospedale come punto di riferimento sanitario a livello regionale e nazionale».

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